Pek's Mirror

Three hands same passion

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Cari  amici

ho iniziato questa penultima giornata di Marzo facendo colazione e sfogliando, as usual, un giornale di moda.  Leggendo qua e là mi sono accorta che  la Moda e il suo entourage non avevano  il loro solito potere catartico. Ho cercato la ragione  del mio cipiglio e l’ho trovata.

Quando associavo la parola crisi solo ai libri di scuola, esisteva un governo ed ero molto più ingenua e spensierata di ora, in un giornale di moda cercavo la firma di grido, la hit bag del momento, la nuova icona di Bellezza lanciata da quello o da quell’altro stilista, insomma leggevo Glamour, Vogue od  Elle perché seguivo la Moda con la M maiuscola.

Ma quello che cercavo qualche anno fa in un giornale oggi lo cerco più come la maggior parte di noi d’altra parte.

Ora, quando apro Glamour,  cerco un’idea di stile, meglio se innovativa  e low cost.

Perché diciamoci la verità: la crisi ha cambiato il nostro modo di vedere tutto, ci ha costretto a rimodellare le nostre priorità; se prima spendevamo volentieri i nostri risparmi in una Prada o in una 2.55, oggi ci pensiamo su due volte, ma anche tre o quattro per poi alla fine non farne di niente.

Vestirsi bene con stipendi esigui, quando non esistenti, le tasse da pagare e tutto il resto, è ancora possibile?

Sono convinta di si. Innanzitutto sarebbe meglio parlare molto più di Stile che non di Moda. I mutui si chiedono per la casa non per i vestiti; si può essere super fashion anche con poco, basta cercare dove non cercano tutti, fuori dalle vie del centro o nei negozi dell’usato; si può concepire l’immagine di un vestito “rimesso” magari di mamma o di nonna modificato e reso più attuale, si puo’ investire in un nuovo brand, di giovani senza aspettare che li celebri Vogue, ma  credendo nel loro talento da subito.

Insomma non era la stessa Audrey che prima di essere ricca e famosa, riusciva comunque con tre o quattro accessori ad essere sempre elegante e stilosa?

Quello che voglio dire che dovremmo sforzarci di rendere “tendenza” un modo più “ecosostenibile” di fare la moda, meno usa e getta, più personale, meno costoso, ma sicuramente  più divertente e originale.

Credo che per fare questo basti dare  spessore ad una passione che di per se è considerata frivola e fine a se stessa, perché i tempi della “fiera delle vanità” sono finiti, sono finiti nella politica e nella vita reale.

Ecco, quando apro un giornale di moda, mi aspetto un articolo che mi suggerisca un modo per personalizzare un capo comune, un negozietto particolare dove trovare capi fatti a mano, un anello che non sia quello dell’ultima velina osannata, o la foto di un’icona che indossa un abito di uno stilista emergente con uno charme tutto suo, mi aspetto che la moda abbia una storia e come tale non sia qualcosa che appare, ma qualcosa che abbia a un valore non per una notte soltanto, ma lo acquisti nel tempo.

Il mio primo articolo sul blog Pek’s Mirror vi sembrerà un po’ polemico, ma se Maometto non va alla montagna è la montagna che deve andare da Maometto. Quindi quello che non trovo nella maggior parte dei giornali di moda spero lo possiate trovare qui dentro.

Buona giornata amici e buona fortuna

Polly

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Autore: PEK

Fashion Blog PEK The mirror è un blog nuovo, giovane e diverso, nuovo giovane come sono giovani i suoi tre fondatori: la più grande ha 23 anni la più piccola ne ha 20 e infine diverso… diverso dagli altri fashion Blog! The Pek's Mirror è un acronimo e significa “LO SPECCHIO DI POLLY EMS e KIM”, ovvero i nomi dei blogger e lo specchio è il loro stesso blog attraverso il quale i “Pek” diffondono una loro personalissima idea della Moda e degli aspetti ad essa interconnessi. Quello che si trova dentro il Mirror’s è un po’ quello che trovò Alice quando attraversò lo specchio: di tutto, eventi, street style, mostre, interviste… Chi sono i soggetti di questo blog? Quelli ancora non protagonisti, ancora non famosi, i giovani talenti, quelli che si devono far strada con le loro proposte in un mondo dove arte e moda vengono schiacciati dai colossi: i grandi brand, le firme note... Dove? Principalmente a Firenze, ma anche fuori nella provincia e fino a dove arrivano gli occhi di Ems, Polly e Kim. Come? cercando ovunque, ma non nei sentieri già battutti, bensì fuori dalle vie conosciute, dove tutto si riconosce ed è scontato che lo sia, nelle vie alternative, nei luoghi che fiutano i segugi e cultori delle subculture. Perché? perché molti fino ad ora hanno aperto un blog, cosa che spesso si traduce in una sorta di diario, questo invece è una specie di vetrina che da visibilità ai “Pek”, ma ne da moltissima agli altri e al mondo che essi ritengono Fashion… Vale la pena entrare dentro questo specchio e vedere quali meraviglie i “Pek” avranno scovato negli angolini non troppo conosciuti di Firenze, dintorni e in un futuro chissà... Creatori: Anna Cipriani-Armida Kim-Edoardo Maria Savoia

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