Pek's Mirror

Three hands same passion

Exp Art

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Buon pomeriggio Cari Pek’s Followers, iniziando il percorso PeK abbiamo conosciuto molte persone, molte delle quali giovanissime, tutte diverse, frizzanti, in gamba. Oggi abbiamo deciso di parlarvi di un’ artista, che abbiamo intervistato qualche tempo fa, inaugurando cosi una nuova rubrica ”Artist Of the Month”, primo perchè chi ama la moda non può che amare anche l’arte e poi perchè questa artista in particolare ha realizzato abiti partendo proprio dai suoi quadri… è un piacere parlarvi di Silvia Rossi (Bibbiena, Exp Art www.expartgallery.com  )  perchè è una di quelle persone che ispira grinta e postività perciò buona lettura amici e un saluto a tutti voi!

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-Silvia, 25 anni e hai già in mano un laurea e una galleria di tua proprietà… Vuoi spiegarci in cosa consiste il tuo lavoro?
S: è difficile riassumere in poche parole cosa succede al di qua della vetrata… Prevalentemente mi occupo dell’organizzazione di eventi culturali, faccio corsi di pittura e disegno, dipingo e spero ogni giorno di avere un’idea migliore di quella del giorno precedente.

-Come artista a cosa ti ispiri? Quele è il filo rosso che attraversa la tua opera? che materiali usi? quale è il tuo mezzo espressivo?
S: dopo molti anni ho capito che tutto il mio lavoro può essere ricondotto ad una ricerca del punto di contatto tra “l’esterno” e “l’interno” con tutto ciò che queste parole posso racchiudere.
Amo lavorare su legno e su materiali “grezzi” mi piace la reciproca scambievolezza con un materiale che non è stato preparato, che ti guida con la sua grana e le sue velature. Ogni lavoro diventa così sempre “nuovo” nel suo processo di creazione, in quanto devi, di volta in volta, capire il materiale che hai davanti e farlo uscire al meglio.
Affronto poi la parte pittorica con ogni sorta di materiale, dai classici prodotti “for fine art” a quelli industriali, passando per le tecniche antiche.

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-Nella tua galleria esponi opere tue, ma non solo…Vuoi dirci perchè hai scelto di esporre anche i lavori altrui? il contatto con gli altri artisti cosa ti ha insegnato in termini professionali, ma anche umani?
S: mi è stato chiaro fin da subito il voler esporre opere di altri artisti. Ho voluto farlo perché è un modo per comunicare ancor di più con l’esterno, un modo di essere propositivi nell’estetica urbana. Quando passi fuori dalla galleria può essere che tu non veda niente che ti colpisca, non questa volta, ma magari sarà la successiva. In questo modo si può contribuire a donare un po’ di bellezza o almeno ad insegne,a riconoscerla quando la si vede.
Inoltre è un modo meraviglioso di essere sempre in contatto con il mondo artistico che si muove fuori dal Casentino e si ha l’occasione di conoscere persone veramente speciali che hanno tanto da dire e da dare.

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-So che nel tuo spazio galleria dai anche lezioni di pittura ai bambini e agli adulti, è un attività che trova riscontro? e soprattutto tu, artista di professione cosa trai umanamente da questo lavoro?
S: amo molto il mio lavoro da insegnante, sia con gli adulti che con i ragazzi. Sembra strano ma insegnando e ascoltando le reazioni mentre lo fai, si impara tantissimo. Si trae una continua ispirazione da quello che vedi nascere dalle mani di qualcun altro. Inoltre è un altro modo per lasciare qualcosa a chi è disposto a dedicarti un po’ del suo tempo… è veramente bello vedere negli altri la riscoperta del colore, ad esempio, molto sottovalutato nella vita quotidiana.
Penso che la mia passione per quello che faccio sia facilmente leggibile dai miei allievi, che vedo crescere di mese in mese.

-Molti tuoi colleghi fuggono dai paesi perchè sostengono che non si può vivere di sola arte, tu sei la prova vivente che non è vero, perchè sei convinta che invece si possa, si debba, vivere di arte anche in provincia?
S: premessa. Io sono una persona molto testarda.
Va’ detto perché non voglio che si pensi che sia facile. Non lo è affatto. I conti arrivano puntuali ogni mese e magari il lavoro, invece, non fa altrettanto.
Capisco chi se ne va, veramente. L’Italia non è un posto facile in cui vivere o lavorare specialmente se ti vuoi occupare di cultura con il difetto aggiuntivo di essere giovane, apolitico e, fondamentalmente, ininfluente. Ma qui comincerebbe un discorso lunghissimo, uno per ogni difficoltà che ci troviamo ad affrontare.
Io ho fatto una scelta ben precisa, non so ancora se e per quanto mi sarà possibile portarla avanti, ma non ho voluto arrendermi ancor prima di iniziare. Un po’ una follia forse, perché ho cominciato senza una lira in tasca e ho provato a costruirmi qualcosa in credo. Devo ringraziare chi finora, con la sua pazienza o il suo supporto, mi ha aiutato a far sì che questo fosse possibile.
Detto questo c’è a dire che ritengo che sia, in realtà, più facile, oggi, vivere, o vivacchiare, di questo in provincia più che in città. Questo perché puoi stringere un legame diretto con il territorio e i suoi abitanti e proporre loro delle iniziative in modo molto più semplice e meno inflazionato. Certo, si hanno dei ritmi di lavoro diversi e ci vuole più tempo per superare quell’iniziale diffidenze che contraddistingue la provincia, ma sa dare veramente enormi soddisfazione e, senz’altro, una migliore qualità dei rapporti umani.
Si tratta solo, come per tutto, di valutare i pro e i contro.

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-Quali sono i tuoi progetti per il futuro? che cosa è cromica?
S:i miei progetti per il futuro sono molti, sicuramente tutti guidati dalla voglia di far riscoprire la cultura al mio territorio e il mio territorio grazie alla cultura.
Cromica si inserisce a pieno titolo in questa linea d’azione. E’ un progetto, un premio, nato 3 anni fa che grazie al suo comitato di volontari, di cui faccio parte, e alla meravigliosa occasione di poter lavorare con sponsor importanti che credono ed investono in cultura (nel nostro caso ASTRID) sta crescendo esponenzialmente e che porta ogni anno artisti e addetti ai lavori da tutta Italia a Bibbiena. Tra l’altro è da poco uscito il bando della nuova edizione e colgo l’occasione per invitare tutti a dargli un’occhiata! (www.cromica.it)

-Se tu dovessi usare una parola per descriverti e per descrivere la tua attività quale useresti? Cosa consigli a chi, come te, ha talento artistico, ma non ha il coraggio di intraprendere la strada che tu hai intrapreso?
S: penso di potermi defini: perseverante, sperando solo di non sfociare nel diabolico. (errare è umano, ma perseverare è diabolico)
Consigli? E’ veramente difficile perché ognuno ha una storia a se’ e questa vanno sommate alle difficoltà oggettive che vi sono oggi nel mondo del lavoro… Quello che posso dire è che quando si segue le proprie passioni si è, forse, un pochino più felici. Ma bisogna anche sapere che la passione, da sola, non basta.. Serve tanto studio, tecnica, costanza. Bisogna sempre essere concentrati sui propri obbiettivi e amare profondamente ciò che si fa.
Dopodiché ognuno deve fare le sue valutazioni. Io, personalmente, tra l’acquistarmi un auto e investire sulle mie idee, ho scelto la seconda…

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-Il nostro Blog (Pek’s Mirror) parla di moda, tu sei un artista è vero, ma eclettica, vuoi raccontarci perchè e come hai disegnato e realizzato dei vestiti? A cosa ti sei ispirata? che materiale hai usato?
S: sai, quando ci si approccia al mono delle forme e dei colori diventa veramente difficile riuscire a limitarsi.. L’idea dei vestiti nasce proprio dalla voglia poter portare il mio lavoro pittorico fuori dalla sua sede abituale, cioè la parete. Questa non è certo un idea nuova, già fatta usando stampe, riproduzioni o stoffe dipinte.
Io invece non ho voluto far niente di tutto ciò. Sono partita dal quadro, dalle sue forme e colori appunto, e ho voluto vedere cosa sarebbe successo se si trovassero su di una persona, se uscissero dalla parete per muoversi sulle strade, pur rimanendo un’opera unica e non una produzione di serie. Per questo il lavoro è stato quasi esclusivamente di sartoria, grazie al fondamentale aiuto di Lucia Cipriani. Abbiamo studiato dei modelli che ci permettessero di “cucire il quadro”, lasciandolo pressoché immutato e giocando, quindi, con nuovi materiali. ora cotone, raso, bottoni… 
Ci siamo molto divertite nel farlo e siamo contente dei risultati. Penso che a breve, per quest’estate, uscirà qualche nuovo modello..

Vi alleghiamo di seguito alcune delle sue originali e splendide opere! 

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Stay Tuned Pek’s Followers! 

www.expartgallery.com

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Autore: PEK

Fashion Blog PEK The mirror è un blog nuovo, giovane e diverso, nuovo giovane come sono giovani i suoi tre fondatori: la più grande ha 23 anni la più piccola ne ha 20 e infine diverso… diverso dagli altri fashion Blog! The Pek's Mirror è un acronimo e significa “LO SPECCHIO DI POLLY EMS e KIM”, ovvero i nomi dei blogger e lo specchio è il loro stesso blog attraverso il quale i “Pek” diffondono una loro personalissima idea della Moda e degli aspetti ad essa interconnessi. Quello che si trova dentro il Mirror’s è un po’ quello che trovò Alice quando attraversò lo specchio: di tutto, eventi, street style, mostre, interviste… Chi sono i soggetti di questo blog? Quelli ancora non protagonisti, ancora non famosi, i giovani talenti, quelli che si devono far strada con le loro proposte in un mondo dove arte e moda vengono schiacciati dai colossi: i grandi brand, le firme note... Dove? Principalmente a Firenze, ma anche fuori nella provincia e fino a dove arrivano gli occhi di Ems, Polly e Kim. Come? cercando ovunque, ma non nei sentieri già battutti, bensì fuori dalle vie conosciute, dove tutto si riconosce ed è scontato che lo sia, nelle vie alternative, nei luoghi che fiutano i segugi e cultori delle subculture. Perché? perché molti fino ad ora hanno aperto un blog, cosa che spesso si traduce in una sorta di diario, questo invece è una specie di vetrina che da visibilità ai “Pek”, ma ne da moltissima agli altri e al mondo che essi ritengono Fashion… Vale la pena entrare dentro questo specchio e vedere quali meraviglie i “Pek” avranno scovato negli angolini non troppo conosciuti di Firenze, dintorni e in un futuro chissà... Creatori: Anna Cipriani-Armida Kim-Edoardo Maria Savoia

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